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Provincia di Carbonia Iglesias
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Assessorato Turismo
Sulcis Iglesiente


BIKING STORICO. LA SELLA DELLE FOSSE.



Punto di Partenza: Iglesias
Tappe intermedie: Miniera di Monteponi, Pozzo S. Barbara, la sella delle fosse di Seddas Modditzis, bacini artificiali di Barzolu, piana di Barega
Punto di arrivo: villaggio rurale Barega (Iglesias)
Difficoltà: media
Dislivello:  129-286 m s.l.m.
Lunghezza: 20 km circa
Tempo di percorrenza: 9 ore circa

  


In bicicletta tra miniere e villaggi, castelli e pozzi. Il Conte Ugolino passò di qui nel 1200, ma non in mountain bike. Il percorso proposto, invece, ripercorre su due ruote le sue tracce e la storia degli ultimi 800 anni di questi luoghi, tra comode strade asfaltate e agevoli sterrate che si inerpicano lungo sentieri immersi nella macchia mediterranea. Nel XIII secolo Ugolino della Gherardesca fondò l'antica Villa di Chiesa, oggi Iglesias. Sotto la sua signoria la città si sviluppò con incredibile rapidità tanto da raggiungere in pochi decenni una popolazione forse di poco inferiore a quella di Cagliari. Nel Medioevo Iglesias era l'assoluta protagonista dello sviluppo economico e culturale del Sud Sardegna e qui si consolidò, sotto la dominazione dei Pisani, l'attività estrattiva di carbone, della blenda (minerale di zinco) e della galena (minerale di piombo), oltre a modeste quantità di argento. Ancora oggi il suo centro storico, percorribile in bicicletta, con le sue chiese, le torri, le mura, il castello e tutto il territorio circostante, sono indiscussi testimoni di quel glorioso e fervido passato. Lasciata Iglesias si raggiunge il piazzale della Miniera di Monteponi, considerata fra i più importanti complessi di archeologia industriale della Sardegna. E' composta dalla Galleria Villamarina, il Palazzo Bellavista, sede della Società di Monteponi e oggi dell'Università di Cagliari, e la sala compressori. La Galleria Villamarina è dotata di due imbocchi ed incontra i pozzi più importanti nella miniera: il Pozzo Vittorio Emanuele, scavato nel 1863, adibito alla discesa e alla risalita dei minatori e del minerale ed il Pozzo Sella, del 1874, che ospitava delle grandi pompe per l'eduzione delle acque sotterranee. Superato il breve tratto di Villamarina la strada sale tortuosa sui fianchi dei colli ricoperti dalla macchia mediterranea dove è facile scorgere gli imbocchi delle vecchie gallerie e i ruderi dei forni di calcinazione. Nella sommità della collina si staglia la sagoma di un lungo comignolo e poco distante quella di un imponente castello con le mura merlate. E' l'inconfondibile sagoma del pozzo Santa Barbara, noto nella lingua sarda locale come "Sa macchina beccia" (la macchina vecchia). Sembra realmente un castello medievale ma fu costruito nel 1872 secondo il gusto estetico del tempo. All'interno sono custoditi il motore e l'argano che comandavano l'ascensore per oltre 100 metri di profondità alla ricerca delle ricche vene di piombo e argento. Minerali che già venivano scavati dalle fosse, che si diramano nel sottosuolo e profonde anche decine di metri, nelle concessioni di proprietà del Conte Ugolino. Nel corso dei secoli su questo altipiano detto "Sa seddas de is fossas" (la sella delle fosse) migliaia di operai provenienti da diverse parti d'Europa hanno scavato centinaia di gallerie utilizzando le più svariate tecniche minerarie. L'itinerario prosegue tra colline e gariga ricche di specie esclusive. Attorno a questi luoghi regna la pace, in lontananza la vista si spinge sino al mare e alla città di Iglesias. A poca distanza dai ruderi del villaggio minerario di Seddas Modditzis si trovano i due minuscoli bacini artificiali di Barzolu, costruiti dalle società minerarie per l'approvvigionamento idrico, oggi utilizzati come riserva d'acqua per il bestiame e la fauna selvatica. Dietro la collina di Monte Oi si apre la piana di Barega con le sue bianche casette coloniche frutto delle riforme agrarie degli anni cinquanta. Tra i campi di mais e i filari di eucaliptus, la fertile piana del Cixerri si distende tra Iglesias e Villamassargia.


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